Inaugurazione della mostra: sabato 27 Giugno ore 17:30

a cura di Roberta Gubitosi

Le opere di Giuseppe Zilli saranno esposte nella wine hall.

Visita gratuita

L’esclusivo Wine Creative Lab 47 Anno Domini ospita la mostra Il bevitore di stelle, personale di Giuseppe Zilli, artista trevigiano che trasfigura il mondo interiore in una “poesia pittorica”.

Non è semplice addentrarsi nell’immaginario di Giuseppe Zilli, popolato da figure, animali e elementi fantastici che spesso trascendono i consueti riferimenti di significato e scardinano le abitudinarie relazioni tra le immagini.

La formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e l’esperienza di restauratore contribuiscono a sviluppare un ampio background culturale, che attraversa diversi ambiti dell’arte. Nelle sue opere, segnate da una fervida creatività, si intravedono lontani echi delle fonti che l’artista predilige, da Modigliani a Picasso, da Soutine a Chagall, da Munch a Schifano, da Pollock a Basquiat. La ricchezza di riferimenti permette tuttavia di riconosce la matrice espressionista del suo lavoro con incursioni surrealiste soprattutto per l’immediatezza e la spontaneità del fare. Tra le grandi tele che appaiono quasi racconti immaginari, l’unica opera che vede una diretta relazione con la realtà è Papà, il ritratto del padre realizzato di tre quarti con colori accesi e intensi di matrice vangoghiana, volti a esprimere la profondità di una relazione.

“Tutto deve iniziare senza pensieri”; tale affermazione lascia intuire lo stato di completa libertà dalla razionalità della coscienza che spinge l’artista a rievocare le immagini quasi come apparizioni. Secondo Zilli, la serietà della pittura risiede nel divertimento, nell’espressione spontanea e immediata del mondo interiore interiore svincolata da ponderate scelte. L’opera nasce in modo naturare, nella sua autonomia, generata esclusivamente attraverso un rapporto dialogico con l’artista, senza disegno preparatorio, né progetto precostituito. Così una volta che il quadro sta prendendo forma, è lui stesso a suggerire cosa fare: “Qua ci starebbe bene un leone” o “Qua fai un sole con i raggi alla De Chirico”.

Putiferio in testa, Sigaretta in compagnia di un’allucinazione, Un giorno vittorioso, Il bevitore di stelle, rivelano la natura lirica della pittura di Zilli, capace di suscitare sorpresa nell’osservatore, spesso fagocitato dalle innumerevoli visioni. Le immagini si moltiplicano e si sovrappongono in modo quasi frenetico nelle opere più recenti segnate da un’espressività gestuale e dalla presenza di brevi iscrizioni quali inni alla vita e all’amore. Spesso ritorna la figura femminile portavoce di amore; così come nella tela Ogni giorno guardava il cielo, in cui si legge “Voglio il tuo cuore per amare come ami tu”.

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