Il corpo dell’anima a cura di Roberta Gubitosi    

Inaugurazione venerdì 28 giugno ore 18:00.                                                                                                                                             

La mostra è aperta da venerdì 28 giugno fino al 30 settembre 2024

Orario: da lunedì a sabato dalle 9:00 alle 19:00


Ingresso libero

L’esclusivo Wine Creative Lab 47 Anno Domini ospita la mostra personale di Alessia Francescato.
La sua esperienza artistica si distingue fin dagli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia per la particolare attenzione al tema del corpo. Indirizzata inizialmente verso le sperimentazioni plastiche, sviluppa successivamente un interesse per la dimensione del corpo vissuto e percepito tramite l’autoritratto e la realtà dinamica della performance. Giunge così a una intima relazione con il proprio sé, presupposto per un’indagine dell’identità profonda spesso nascosta dalla forma fisica. Il corpo funge da apertura originaria sul mondo, può essere considerato tanto un veicolo che introduce, tanto un ostacolo da superare per vivere pienamente l’esistenza. A volte sembra estraneo, perché è animato da esigenze in cui non ci riconosciamo, che non
riusciamo a ricondurre alle buone ragioni del senso e che superano la capacità di controllo.                                                                         Da qui nascono le atmosfere sospese ed enigmatiche delle opere di Alessia Francescato che provocano un senso di incertezza e di instabilità. Emerge una continua tensione verso la precaria ricerca di armonia tra corpo e spirito, che si traduce in una resa pittorica fluida, libera, espressione della continua dicotomia tra materialità e immaterialità, tra figurativo e astratto. Il colore è il mezzo con cui l’artista riesce a trasmettere una sensazione spontanea e autentica delle fasi dell’evoluzione del sé, dei trascorsi e delle trasformazioni del corpo. La tecnica è estremamente libera da una progettualità predeterminata e predilige una pittura a olio basata su terre naturali, stesa per liquide velature che si espandono sulla superficie definendo immagini leggere e diafane. Il processo creativo permette di distaccarsi dalla concretezza del reale per cogliere l’ineffabile, ciò che non può essere spiegato e raccontato: le relazioni tra le figure nascono come nei sogni, quasi guidate da un simbolismo per cui alcuni oggetti o corpi rappresentano qualcosa di più profondo. Come in una visione onirica, le figure non descrivono, non narrano, ma suggeriscono significati soggettivi e appaiono libere di ricevere interpretazioni. Tale percorso, ha permesso di ampliare la sua ricerca attraverso un processo di generalizzazione verso il mondo femminile rivolto a cogliere immagini e frammenti di vissuto di realtà diverse, cariche di relazioni, di fatiche e di sfide. La pittura tonale, delicata e liquida lascia trasparire la continua tensione tra la familiarità del quotidiano e la lotta per la determinazione della realtà di donna, nelle sue indefinite e sfuggenti sfumature.

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