Inaugurazione della mostra: venerdì 27 Giugno, ore 17.30

a cura di Roberta Gubitosi

Le opere di Nadia Kuprina saranno esposte nella wine hall.

L’esclusivo Wine Creative Lab 47 Anno Domini ospita la mostra Il ritmo del Rito, personale dell’artista Nadia Kuprina.

Di origine russa, Nadia Kuprina si è formata in Svezia e, dopo aver vissuto un ventennio a Torino, attualmente risiede a Venezia. Diplomatasi in canto lirico presso il Conservatorio di Stoccolma, si dedica alla musica e alla pittura. La sua ricerca artistica nasce dalla lunga esperienza nell’ambito delle tecniche dell’incisione e della stampa d’autore con l’illustrazione di libri editi in Francia, Belgio e in Svezia. In particolare l’impiego di matrici di Linoleum di piccolo formato permette di rendere nella stampa su carta un’immagine sintetica e contemporaneamente morbida e pittorica.

In anni recenti, un ulteriore momento di elaborazione formale e concettuale dell’opera è   determinato dal passaggio alla grande dimensione della tela. L’artista sente l’esigenza di superare il  tradizionale processo dell’incisione per affrontare in modo sperimentare la relazione con nuovi materiali e modalità espressive. In tale rapporto la tela non è un semplice supporto ma rappresenta un materiale con cui interagire e ripensare anche la tanto usata  linoleografia. Il retro grezzo del tessuto appare il luogo in cui riportare  una, due o tre matrici di linoleum per poi agire direttamente con la stesura del colore e con gli inserti di cucito. L’iterazione delle matrici attraverso la pressione con i rulli spesso inducono ad abbandonare la lettura narrativa del loro soggetto, per conferire alla composizione una scansione modulare e ritmica. La cura della preparazione dei materiali e il lento susseguirsi delle azioni determinano quella “ripetitività rituale” che conferisce un profondo senso iconico e simbolico alle immagini. Nelle tele Fish o’Clock, Gatti e Libellule, Volti, l’alternanza delle campiture di colore, delle impronte delle matrici e degli inserti materici dell’oro e del ricamo sviluppano patterns secondo un equilibrio dinamico e aperto. Il ritmo libero che ne deriva spinge l’osservatore a seguire e a continuare visivamente l’andamento formale quasi musicale.

Forse è la particolare attenzione alla ritualità dei gesti che spinge Nadia Kuprina a reinterpretare la ripetitività delle azioni quotidiane in Dancing Moka e soprattutto nella serie Panem Quotidianum in cui vengono recuperati e reimpiegati vecchi fogli contabili di un’azienda vinicola datati 1926-31. Le icone di piatti, bicchieri, forchette e coltelli rievocano la routine della preparazione della tavola metafora di quella necessità quotidiana di nutrire l’anima e di “guardare oltre” nello scorrere ciclico della vita.

Recommended Posts