
Inaugurazione della mostra: sabato 2 Maggio ore 17:30
a cura di Roberta Gubitosi
Le opere di Vittorio Guolo saranno esposte nella wine hall.
Visita gratuita
L’esclusivo Wine Creative Lab 47 Anno Domini ospita la mostra personale di Vittorio Guolo, artista trevigiano che elabora una ricerca grafico-pittorica incentrata sul rapporto diretto con la luce del Sole. Un approdo raggiunto dopo le esperienze legate a diverse forme artistiche, dall’interior design, all’arte pop e alla street art.
Punto di partenza sono i raggi della luce naturale che vengono bloccati da oggetti, creando ombre, la cui forma e direzione cambiano a seconda dell’altezza e della posizione del Sole nel cielo. L’intenzione è quella di riuscire a imprimere e immortalare attraverso gli strumenti del disegno e della pittura forme e movimenti unici nel tempo e nello spazio.
Questi lavori si basano sulla pratica del disegno a ricalco: l’artista riporta su tele il margine fra luce e ombra che filtra nello spazio, registrando con la pittura il tragitto del Sole nel cielo. Il segno marcato dal limite dell’ombra solare si muove impercettibilmente nel tempo e il suo ricalco permette di tracciare a mano linee che indicano chiaramente la direzione in cui si trova il Sole in un certo istante. Il solo tempo necessario a tracciare una linea permette agli astri Terra e Sole di muoversi a sufficienza per spostare l’ombra quel tanto che basta a tracciarne una nuova; in pratica si tratta di tracciare linee senza fermarsi inseguendo il moto del Sole. Il progetto può essere concepito come un lavoro performativo in cui Guolo, nel tentativo di imprimere le traiettorie del Sole si fa condurre dalla luce, così facendo il ritmo compositivo di realizzazione è dettato dal Sole: il segno che l’artista fissa sulla tela è veloce quanto il passare del tempo.
In questo lavoro, l’artista traspone non solo le traiettorie del Sole ma anche le zone d’ombra causate dall’interruzione della luce in corrispondenza degli elementi che si interpongono tra il raggio di luce e la tela.
Il disegno, inteso come traccia, quindi non è prettamente una tecnica, ma piuttosto una forma mentis. In tale senso viene superata l’idea tradizionale di disegno artistico, come mimesi del visibile o dell’immaginario, dandone una visione più concreta con la capacita di estrarre direttamente dal reale gli aspetti più rilevanti per svolgere un’analisi sull’oggetto/forma di studio prescelto.
Una volta tracciate sulla tela le ombre vengono decontestualizzate acquistano nuova visibilità e autonomia svincolate dall’oggetto originario. L’unico elemento che le riconduce al dato contingente è l’indicazione dell’ora riportata su ogni spostamento formale dettato dalla progressiva inclinazione della luce.
L’intuizione sembra derivare dalle antiche meridiane legate a una concezione naturale e umana del tempo che tuttavia l’artista investe di una dimensione concettuale nuova data dalla decontestualizzazione dell’elaborazione grafico-pittorica. Inoltre l’ora indicata, tralasciando il giorno e il mese, sembra elevare il dato contingente a valore assoluto.








