Serena Casali, Bolle di sapone 1, olio ad acqua e acrilico su tela, 80x80

Etereo divenire a cura di Roberta Gubitosi

Inaugurazione della mostra: martedì 06 dicembre ore 18.00

Le opere di Serena Casali e Paolo Zanin saranno esposte nella wine hall dal 6 dicembre 2022 al 5 febbraio 2023.

Visita Gratuita

L’esclusivo Wine Creative Lab 47Anno Domini ospita la mostra Etereo divenire degli artisti Serena Casali e Paolo Zanin.

La produzione di Serena Casali spazia dalla pittura alla ceramica e dal figurativo all’astratto, esprimendo il deciso carattere e il desiderio di sperimentare. Nella mostra Etereo divenire, si pone l’accento sulla produzione non figurativa, in cui il colore diviene dominante assoluta con le diverse potenzialità espressive e comunicative.

I rapporti di chiaro e scuro, di caldo e freddo, di primario e complementare sembrano guidare il fruitore in un percorso ottico-percettivo. Nei Giochi di colore, le stesure cromatiche si organizzano in campiture lineari e puri passaggi di tono, rievocando sensazioni, visioni e stati d’animo interiori. Quasi come in un percorso emotivo, la geometria lineare si libera in opere di matrice più espressionista, come la serie delle Bolle, naturale evoluzione della continua ricerca di Serena Casali. Il cromatismo acceso che segna la sua personalità artistica si scioglie nel morbido sviluppo formale. Ogni forma si dilata e si restringe, quasi spinta dalla forza incontenibile del colore che sembra mutare all’infinito. L’emblematica “bolla” diviene simbolo della libertà creativa che evolve e cambia nel fluire dell’esistenza.

Leggere ed eteree sono le figure di Paolo Zanin, che giungono a esiti di delicata naturalezza. Le sue installazioni in fibra di vetro e resina coinvolgono l’osservatore per il realismo delle figure anche a grandezza naturale. Si delinea una ricerca formale sempre attenta al movimento delle vesti, alla morbidezza delle carni e all’espressività dei volti; i materiali vengono elaborati attraverso processi e procedure, per poi essere sublimati nell’esito finale dell’opera. I busti e le figure femminili richiamano la classicità, le forme sembrano sospese, quasi liriche apparizioni di antichi reperti in cui la pesantezza del bronzo o del gesso viene trasfigurata in una nuova e moderna leggerezza.